Geheimnis der Sintflut

Via: Francesca Giuliana Cialini

Haben wir hier die Ur-Geschichte der Sintflut vor Augen?

Weltraumarchaeologie, 23. 08. 2016

Dieser Text via Francesca Giulina Cialini, eine Übersetzung aus den Urtexten der SHU MER von vor der Sintflut, belegt sehr eindeutig die Zeit vor der Sintflut wie des Besuches der eigenen Art, die sich mit den Menschen sehr lange zusammen getan hatten und sich fast auch biologisch den Erdbedinungen anpaßten.
Nun kamen deren Vorfahren resp. deren Artegenossen aus dem Weltall zu ihnen und warnten diese vor einer zu erwartenden Weltkatastrophe. Die Vorhersage dieser Katastrophe wurde mit großem Erstaunen auf der Erde aufgenommen und es gab heftige Diskussionen, wer gerettet würde und werden wollte und wer mit den Menschen versuchen wolle, zu überleben. Denn nur die höchten Ebenen wie Berge hätte Aussicht, ein Teil der Menschen der Erde, zu retten.

Hierbei wird folgendes sehr deutlich:

  1. die Retter kamen mit Raumschiffen aus dem System.
  2. Sie hatten astronomisches Wissen wie Zugang um das Geschehen im System und konnten vorhersagen, welche Katastrophe zu erwarten sei und wann diese mit welchen Folgen eintreten würde.
  3. Diese Katastrophe kam aus dem Weltraum
  4. handelt es sich um riesige Vorkommen von Eisnebeln, die von der Erde eingfangen wurde und umumkehrbar eine Sintflut auslösen würde.
  5. Die Masse dieser Wasser war so groß, das es über sehr lange Zeit einen enormen Regenfall geben würde, der fast alles Land versinken lassen würde, da es nicht schnell genug abfließen könne.

Mit dieser Nachricht kamen nun die Wesenheiten aus dem All zu den Kolonisten auf die Erde, die sich mit den Menschen in Wohngemeinschaft befanden. Viele konnten nun von den Kolonisten gerettet werden, einige wollten ihre irdischen Gefährten gerettet sehen wie andere dieser Kolonisten bei den Menschen bleiben wollten, um diesen Menschen eine Chance zu geben, mit ihnen gemeinsam diese Katastrophe zu überleben.

So finden wir in Berichten nach der Sintflut sehr wohl auch Überlieferungen die davon sprechen, das die „Wissensbringer“ zurück kamen, um die Menschheit neu anzuschieben wie ihnen die Zivilisationsregeln zu bringen, die Gesellschaften erst ermöglichten. Hierin finden wir das ganze Wissen der eigenen Entwicklungen beschrieben, nach denen sich nun auch die neue Menschheit ausrichten solle. Diese Regeln sind dann in die Religionen eingeflossen, da bald das Wissen um die Wahrheiten dieser Dinge über die Jahrtausende verloren ging und die Wesenheiten sich aus dem Geschehen der irdischen Entwickungen zurück zogen.

Hinterlassen wurden genau so viele Superbauten, die der Menschheit überhaupt nicht angemessen sind, wo eben das astronomisch-pysikalsich-mathematische Wissen der „Wissensbringer“ verankert wurde, damit die nun eigenständige Menschheit eines Tages erkennen mögen, wer ihre Zivilisatoren waren und woher sie kamen.

GALZU, IL MISTERIOSO EMISSARIO, GIUNTO DA NIBIRU, AVVISA TUTTI GLI ANUNNAKI DELL’ARRIVO DEL DILUVIO….DA DISPOSIZIONI PER IL SALVATAGGIO… E QUI SI DECIDE IL DESTINO DEGLI ANUNNAKI CHE RIMASERO SULLA TERRA….. ( vediamo se riconoscete i punti identici a quelli della bibbia… 🙂

TAvoletta 9 .. Il libro perduto di ENKI
Questo è ora il racconto di come il misterioso Galzu influenzò in segreto decisioni di vita e di morte.
Vuota, pronta all’evacuazione, una flotta di veloci Carri Celesti fece ritorno sulla Terra.
Fu allora che da uno dei Carri Celesti scese un Anunnaki dai capelli bianchi.
Con passi maestosi si fece strada fino a Enlil, gli presentò un messaggio sigillato di Anu.
Sono Galzu, emissario plenipotenziario del Re e del Consiglio! Così si presentò a Enlil.
Della sua venuta Enlil rimase sorpreso: Anu non l’aveva preannunciata.
Enlil esaminò il sigillo di Anu: era intatto e autentico.
A Nibru–ki venne letta la tavoletta contenente il messaggio; la sua decodificazione era attendibile.
Galzu parla in nome del Re e del Consiglio, le sue parole sono quanto io ordino! Così recitava il messaggio di Anu.
Che siano convocati anche Enki e Ninmah! Così richiese Galzu.
Quando giunsero, Galzu sorrise cordialmente a Ninmah. Siamo della stessa scuola e della stessa età! Così le disse.
Questo Ninmah non riusciva proprio a ricordarlo; l’emissario era giovane come fosse suo figlio, lei sembrava piuttosto la sua anziana madre!
Semplice è la spiegazione! Così le disse Galzu: la causa è nei cicli vitali inattivi dei nostri inverni!
A dire il vero questa faccenda fa parte della mia missione; è un segreto per quanto riguarda l’evacuazione.
Da quando Dumuzi è rimasto su Nibiru, gli Anunnaki che vi facevano ritorno sono stati esaminati.
Coloro che erano rimasti a lungo sulla Terra, soffrivano intensamente per il ritorno.
I loro corpi non erano più abituati ai cicli di Nibiru. li loro sonno era disturbato, la vista indebolita, la forza di attrazione di Nibiru ne appesantiva il cammino.
Anche le loro menti erano colpite, in quanto i figli erano ben più anziani dei genitori che avevano lasciato
I tre capi, che sulla Terra erano rimasti più a lungo, nell’udir ciò rimasero in silenzio.
Ninmah fu la prima a parlare: C’era da aspettarselo! Così disse.
Enki, il saggio, approvò le sue parole: Era chiaro che sarebbe successo! Così disse.
Enlil fu in preda alla collera: Prima i Terrestri stavano diventando come noi. Ora siamo noi a diventare come loro, imprigionati su questo pianeta!
L’intera missione si è trasformata in un incubo: da che eravamo padroni, siamo stati resi schiavi da Enki e dai suoi Terrestri!
Galzu ascoltò con compassione il suo sfogo. Invero molto vi è da riflettere. Così disse.
Su Nibiru molte riflessioni e molti esami di coscienza stanno sollevando numerose domande: deve forse Nibiru essere abbandonata al suo fato; qualunque cosa il Creatore di Tutte le Cose avesse in mente, bisogna lasciare che accada?
O la venuta sulla Terra era stata concepita dal Creatore di Tutte le Cose, e ne siamo solo involontari emissari? E il dibattito, miei compagni, è tutt’altro che esaurito!
Così disse loro Galzu. Questo è l’ordine segreto che vi porto da Nibiru: voi tre resterete sulla Terra; tornerete su Nibiru solo per morire! Attenderete la Calamità a bordo di Carri Celesti che ruotano attorno alla Terra. A ciascuno degli altri Anunnaki deve essere data la possibilità di andare via o di attendere la calamità. Gli Igigi, che hanno sposato una Terrestre, devono scegliere fra la partenza e la loro sposa: nessun Terrestre, inclusa Sarpanit, moglie di Marduk, ha il permesso di compiere il viaggio fino a Nibiru! Tutti coloro che resteranno e assisteranno agli avvenimenti, dovranno cercare di mettersi in salvo a bordo di Carri Celesti! Tutti gli altri devono essere pronti a partire subito alla volta di Nibiru! Così Galzu riferì in segreto ai capi gli ordini che provenivano da Nibiru.
A Nibru.ki Enlil convocò il consiglio dei comandanti degli Anunnaki e degli Igigi.
Erano presenti anche i figli dei capi e i loro figli.
Enlil rivelò loro in segreto notizia dell’imminente calamità.
La Missione Terra è giunta a una triste fine! Così affermò solennemente.
Tutti coloro che desiderano partire a bordo di navi celesti già approntate saranno evacuati a Nibiru.
Ma se hanno spose terrestri, senza di loro dovranno partire.
Che gli Igigi affezionati alle loro spose e ai loro figli, trovino rifugio sulle vette più alte della Terra!
Per quei pochi di noi Anunnaki, che decideranno di restare, il rifugio saranno le navi celesti, nei cieli della Terra.
Per attendere la calamità, per essere testimoni del fato della Terra!
In qualità di comandante, sarò il primo a restare! Così disse Enlil.
Che gli altri compiano ciascuno la propria scelta!
Scelgo di restare con mio padre per affrontare la calamità! Così annunciò Ninurta. Dopo il Diluvio farò ritorno alle Terre al di Là degli Oceani!
Nannar, primogenito di Enlil sulla Terra, espresse uno strano desiderio: di attendere il Diluvio non nei cieli della Terra, bensì in quelli della Luna. Così egli desiderava.
Enki alzò allora le sopracciglia; Enlil, pur se perplesso, acconsentì.
Ishkur, figlio più giovane di Enlil, prese la decisione di restare sulla Terra insieme a suo padre.
Utu e Inanna, figli di Nannar, nati sulla Terra, dichiararono che sarebbero rimasti.
Enki e Ninki scelsero di restare e di non abbandonare la Terra; con orgoglio la loro decisione annunciarono.
Gli Igigi e Sarpanit non abbandonerò! Così Marduk dichiarò infuriato.
Uno alla volta gli altri figli di Enki annunciarono la propria decisione di restare: Nergal e Gibil, Ninagal e Ningishzidda e anche Dumuzi.
Tutti gli occhi si puntarono su Ninmah! Con orgoglio annunciò la sua decisione di restare:
Qui è il lavoro di tutta la mia vita! Non abbandonerò i Terrestri, frutto della mia creazione!
Alle sue parole gli Igigi e gli Anunnaki si agitarono; si informarono sul fato dei Terrestri.
Che i Terrestri periscano per i loro abomini! Così proclamò Enlil.
Abbiamo creato un Essere mirabile, noi dobbiamo salvarlo! Così dichiarò Enki con voce tonante a Enlil.
A queste parole Enlil ribatté con altrettanta collera:
Sin dal principio, in ogni momento, hai modificato le decisioni prese!
Hai dato ai Lavoratori Primitivi la possibilità di procreare, a loro hai trasmesso il nostro Scibile!
Hai preso nelle tue mani il potere del Creatore di Tutte le Cose.
Da quel momento hai macchiato anche questo potere di abomini.
Con fornicazione hai concepito Adapa, hai dato così la Comprensione alla sua stirpe!
Hai condotto i suoi discendenti fino ai cieli, hai condiviso con loro la nostra Saggezza!
Hai infranto ogni regola, hai ignorato decisioni e ordini.
A causa tua un Terrestre Civilizzato è stato ucciso dal proprio fratello.
A causa di Marduk, tuo figlio, gli Igigi hanno celebrato matrimoni misti con le Terrestri.
Chi è divino da Nibiru, a chi solo appartiene la Terra, nessuno più lo sa!
Basta! Basta! Dico a tutto ciò!
Gli abomini non possono continuare!
Ora che una calamità è stata decretata da un destino sconosciuto, lasciamo che accada ciò che deve accadere!
Così Enlil infuriato asserì.
Che tutti i capi giurino solennemente di lasciar accadere gli eventi senza ostacolarli! Così Enlil chiese a tutti loro.
Il primo a fare il giuramento del silenzio fu Ninurta; seguirono gli altri che erano dalla parte di Enlil.
Nergal, fra i figli di Enki fu il primo a prestare giuramento; altri figli di Enki poi lo seguirono.
Al tuo comando obbedisco! Così disse Marduk a Enlil. Ma a che prò giurare?
Se gli Igigi abbandoneranno le proprie mogli, la paura non si diffonderà allora tra i Terrestri?
Ninmah era in lacrime; sottovoce sussurrò le parole del giuramento.
Enlil fissò Enki, suo fratello. E il volere del re e del consiglio! Così gli disse.
Perché mi vuoi legare con un giuramento solenne? Così chiese Enki al fratello.
Hai già preso la decisione, è un comandamento sulla Terra!
Non posso arrestare le acque del Diluvio, non posso salvare la moltitudine dei Terrestri.
Perciò a quale giuramento mi vuoi legare?
Così chiese Enki al proprio fratello. Che accada tutto, come decretato dal Fato, che sia nota come la decisione di Enlil.
Che solo su di lui ricadano per sempre le responsabilità! Così disse Enki rivolto a tutti.
Poi Enki si allontanò dall’assemblea; anche Marduk lo seguì.
Con ordini concisi Enlil riportò l’assemblea al silenzio.
Assegnò con ferma decisione i compiti che bisognava ancora portare a termine.
Divise il gruppo fra coloro che sarebbero partiti e coloro che sarebbero rimasti.
Affinché stabilissero un luogo per le riunioni, affinchè decidessero l’attrezzatura da portare, affinchè assegnassero i carri.
I primi a partire furono coloro che tornavano su Nibiru.
Fra molti abbracci, con gioia mista a dolore, salirono a bordo delle navi celesti.
Uno dopo l’altro i veicoli si levarono, rombando, da Sippar.
All’inizio coloro che restarono urlarono: Buon Viaggio! Poi, mute restarono le grida.
Dopo che furono completati i lanci verso Nibiru, fu la volta di Marduk, degli Igigi e delle loro spose terrestri.
Marduk li radunò tutti al Luogo dell’Atterraggio, offrì loro la scelta: di andare con lui, Sarpanit, i suoi due figli e le figlie a Lahmu, per attendere la calamità. Oppure di disperdersi nelle lontane regioni montuose della Terra, per trovare un rifugio dal Diluvio.
Allora Enlil prese nota di chi restava, formò dei gruppi e assegnò loro dei carri.
Enlil diresse Ninurta alle regioni montuose al di là degli oceani, affinché riferisse degli sconvolgimenti sulla Terra.
Enlil incaricò Nergal ed Ereshkigal di tenere sotto controllo la Terra Bianca.
Enlil affidò a Ishkur il compito di difendersi da un assalto dei Terrestri. Di sbarrare l’accesso, di erigere e rinforzare barriere e ostacoli.
Di tutti i preparativi Sippar, Luogo dei Carri Celesti, fu il centro.
Da Nibru–ki Enlil trasferì a Sippar le Tavole dei Destini, in quel luogo fu creato temporaneamente un Legame Cielo–Terra.
Enlil si rivolse allora a Enki, suo fratello, così gli disse:
In ogni caso, se si dovesse mai sopravvivere alla calamità, facciamo sì che tutto ciò che è accaduto, possa essere ricordato.
A Sippar, nelle viscere della Terra, seppelliamo tavolette con le registrazioni.
Che in futuro si possa svelare ciò che gli abitanti di un pianeta hanno fatto su di un altro!
Enki approvò le parole di Enlil, suo fratello. In scrigni d’oro riposero i ME e altre tavolette!
Per i posteri, nelle viscere della Terra, a Sippar, li seppellirono.
Così pronti, i capi attesero il segnale per la partenza. Osservarono con apprensione l’avvicinarsi di Nibiru al suo grande circuito.
Fu in quel periodo di ansiosa attesa che Enki si rivolse a Ninmah, sua sorella. A lei così Enki disse:
Nella sua preoccupazione per i Terrestri, Enlil si è dimenticato di tutti gli altri esseri viventi!
Quando la valanga d’acqua si riverserà sulle terre, anche le altre creature viventi, alcune originarie di Nibiru, per lo più invece evolute sulla Terra, in un sol colpo saranno condannate all’estinzione. Che noi, io e te, possiamo almeno preservarne il seme, che possiamo estrarne le essenze vitali per proteggerle! Ninmah, Colei Che dette la Vita, approvò le parole di Enki:
Io lo farò a Shurubak, tu lo farai con le creature che vivono nell’Abzu! Così disse a Enki.
Mentre gli altri erano seduti a oziare, Enki e Ninmah intrapresero un compito impegnativo. A Shurubak Ninmah fu aiutata da alcune delle sue assistenti. Nell’Abzu, nella vecchia Casa della Vita, Enki fu assistito da Ningishzidda.
Raccolsero essenze vitali di maschi e femmine e le uova della vita. Di ciascuna specie, due alla volta, due alla volta, a Shurubak e nell’Abzu le conservarono. Per ricrearle mentre erano portate nel circuito della Terra, per ricombinare in seguito gli esseri viventi.
Fu allora che giunsero notizie da Ninurta: il rombo della Terra è davvero infausto! Fu allora che giunsero notizie da Nergal e da Ereshkigal: la Terra Bianca è scossa!
A Sippar si riunirono tutti gli Anunnaki per attendere il Giorno del Diluvio

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