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Per salvare Inanna, dal regno dei morti, Enki decise di creare androidi simili che potevano recarsi alla “Terra senza Ritorno” ed eseguire la propria missione.

Nella versione sumera del mito leggiamo che Enki, con l’argilla dell’Abzu, creò due emissari, esseri senza sangue, immuni ai raggi di morte. Due androidi di argilla e li “attivò” dando ad uno il cibo della vita e all’altro l’acqua della vita. Il testo chiama uno Kurgarru e l’altro Kalaturru;facendo riferimento alle “parti intime” di questi esseri, i termini suggeriscono organi sessuali particolari. Tradotti letteralmente sono :

– uno la cui “apertura” è “bloccata” ;

– l’altro il cui “penetratore” è “malato”

Commentando la descrizione dei due emissari, Leo Openheim (Mesopotamian Mythology) notò due principali attributi che consentivano loro di penetrare nel dominio di Erekshigal e di salvare Inanna :

“non erano né maschio, né femmina e non erano stati creati da ventre ”

Inoltre trovò un ulteriore riferimento alla capacità degli Dèi di creare” robot “nell’Enuma Elish, la versione Babilonese, dove l’idea di forgiare l’uomo è attribuita a Marduk.

Tornando ad Inanna , in una traduzione aggiornata della versione sumera, Diane Wolkenstein (Inanna, Queen of Heaven and Earth) spiega la natura dei due emissari :

“creature che non erano né maschi, né femmine “.

Una spiegazione più precisa ci viene fornita dalla versione accadica, nella quale Enki /EA creò un solo essere per salvare Ishtar. I versetti, tradotti da E. A. Speiser (Descent of Ishtar to the Nether World) dicono :

” EA col suo saggio cuore, elaborò un’immagine e creò Ashushunamir, un eunuco “.

Il termine accadico che viene tradotto come” eunuco “è assinnu, che letteralmente significa pene – vagina” , un essere bisessuale /ermafrodito. Questa era la vera natura della creatura o delle creature le cui sembianze lasciarono perplessa Erekshigal e che salvarono Inanna; e ciò si evidenzia anche da statuine che li raffigurano, ritrovate dagli archeologi (96 a).

Tenendo in mano un bastone o, comunque, un’arma, questi androidi appartengono a una classe di emissari chiamati Gallu (generalmente tradotto come demoni),che abbiamo già incontrato nella storia della morte di Dumuzi, quando Marduk inviò gli sceriffi, i Gallu,a prenderlo.

In una storia che racconta come Nergal era arrivato a sposare Erekshigal, si narra che per salvaguardare il proprio figlio nel corso della visita, Enki creò 14 Gallu per accompagnarlo e proteggerlo.

Tutti questi testi mostrano che, pur se i Gallu non avevano né il volto, né il corpo dei Sukkal divini (emissari), questi tenevano un bastone fra le mani, portavano un’arma sui fianchi.

Non avevano né carne, né sangue e vengono descritti come esseri :

“che non hanno madre, non hanno padre, né sorella, né fratello, né moglie, né figlio ;non conoscono il cibo, non conoscono l’acqua, Volano nei cieli della terra come guardiani “.

Questi androidi sono tornati sulla terra in epoche recenti?

La domanda è pertinente per il modo in cui sono stati descritti gli occupanti degli UFO da coloro che affermano di averli incontrati :

” sesso non definito, pelle che sembra di plastica, teste coniche, occhi ovali (di forma umanoide di ma decisamente non umani), che si comportano come come Androidi.

Non è un caso, allora, se le loro descrizioni (96 b) fatte oggi, sembrano tanto simili alle antiche raffigurazioni dei Gallu.

(Z. Sitchin)

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